Le cooperative sociali sono una forma d’impresa finalizzata all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate (tra cui quelle con disabilità) che devono costituire il 30% dei lavoratori. Sono disciplinate dalla legge n. 381 del 1991, che regola il loro funzionamento, e sono imprese sociali di diritto.
Sono uno strumento innovativo ed efficace per rendere accessibile il lavoro alle persone con disabilità, facilitando contemporaneamente la compliance delle imprese in obbligo con la legislazione del collocamento obbligatorio.
Le cooperative sociali di tipo B svolgono attività economiche funzionali all’inserimento lavorativo di persone con disabilità e riescono a dare una risposta puntuale al loro collocamento attraverso un’organizzazione aziendale mirata ed alla capacità di rispondere agli specifici bisogni quotidiani dei diversi tipi di lavoratori con disabilità. Come? Mettendo al centro le persone, rispettandone i bisogni e valorizzando le loro potenzialità. Nelle cooperative sociali, infatti, è sempre presente il tutor dell’inserimento lavorativo che affianca il lavoratore nello svolgimento delle sue mansioni seguendo un progetto personalizzato.
Con un consistente investimento in formazione, soprattutto per quanto riguarda le capacità di affiancamento (tutor dell’inserimento lavorativo) e il management dei percorsi (responsabile sociale/disability manager), la cooperativa sociale punta alla stabilizzazione degli operatori nelle aree produttive proprie o alla loro ricollocazione in contesti produttivi ordinari al termine del progetto di inserimento, sulla base delle capacità e competenze dimostrate dal lavoratore.
L’attività economica esercitata è strumentale alla produzione del bene “inserimento lavorativo”. È previsto infatti l’obbligo di mantenere in forza una quota di manodopera svantaggiata significativa (minimo 30% del totale degli occupati), garantendo una gestione economicamente sostenibile.
Inoltre, le cooperative sociali hanno sviluppato un’ampia gamma di servizi per il lavoro l’occupabilità con attività quali la formazione al lavoro, l’orientamento, la gestione di servizi per la ricollocazione, la partecipazione a reti e progetti con partner pubblici e privati (anche attraverso le previsioni della legge n. 68 del 1999 e dell’art. 14 del d.lgs. n. 276 del 2003).
Tra i tanti e diversi servizi, di particolare rilievo è il ruolo del disability manager, figura che accompagna l’impresa rendere accogliente l’ambiente di lavoro, pianificando gli spazi, la formazione dell’equipe e le attività di supporto per capacitare il contesto e rendere l’esperienza positiva per tutti: la persona con disabilità, i colleghi di lavoro, l’impresa. Un utile alleato non solo per assolvere agli obblighi di legge ma per essere sostenibili ed avere un impatto sociale sul territorio e la comunità dell’azienda e non solo.